Italia: ma da dove? PDF Stampa E-mail
Domenica 14 Dicembre 2008 10:31

Ho ricevuto questa bellissima riflessione, di seguito riportata, dal nostro amico Giorgio ed ho ritenuto giusto metterla a conoscenza di tutti. Un pensiero che ci riguarda direttamente e che dovrebbe, per coloro i quali sono dormienti, indurre un profondo esame di coscienza e stimolare l'auspicato risveglio. Amiamo la nostra terra e partecipamo tutti insieme alla sua crescita sociale, morale e civile.Urliamo a gran voce che ci siamo anche noi, cittadini onesti e lavoratori che pagano le tasse e devono avere gli stessi diritti degli altri, così come garantisce la Costituzione Italiana. Tutto il paese è attento al meridione solo nel riprendere i fatti di cronaca e indicarlo come paese di violenza e di soprusi da parte della mafia. Questa grosa parola usata spesso per nascondere la disattenzione dello Stato a questa terra. E' colpa della mafia, queste sono le parole che sentiamo sempre più spesso ma mai nessuno che abbia l'onestà intellettuale di ammettere le proprie colpe, evitando di prenderci ancora in giro con il giochino dei rimbalzi di responsabilità. Teniamo noi il livello di attenzione alto e restiamo uniti, almeno avremmo la soddisfazione di non aver abbassato la testa o di esserci girati dall'altra parte. Francesco Minici

 ITALIA di Giorgio Richichi
Leggo in questo momento che hanno inaugurato la linea ad alta velocita’ e da oggi Milano – Bologna si percorre in 65 minuti, e Milano - Roma in 3.30 minuti ed io polemicamente mi domando, Milano - Bovalino? Eccoci di nuovo nel dilemma dell’italia che va a 2 velocita’ in tutto. Ci sono 2 italie o meglio l’italia del progresso arriva a Roma, massimo Napoli, e poi c’e’ l’altra Italia, quella del sottosviluppo che arriva fino a Reggio Calabria. Questa e’ stasera la mia denuncia, il parallelismo tra due Italie nella stessa Italia e mi viene da pensare a Garlibaldi che si stara’ rigirando nella tomba. Ha fatto tanto per la riunificazione per poi vedersela, e vederla noi ,questa Italia da 2 motori, una a idrogeno e una a carbone. Una italia che produce e una Italia che va sempre piu’ indietro, ammaliata dalle promesse e costretta a perdere i figli migliori per colpa di quel fenomeno che e’ l’emigrazione che ancora oggi nel 2008 esiste all’interno della nostra Italia tra italiani e si va offuscando dal fenomeno dell’immigrazione dei paesi dell’est e africani. Abbiamo noi il nostro grande problema che sottovalutiamo e andiamo a badare ai problemi degli altri se pur di nobile umanita’. Quando finira’ questo strazio e questa differenza all’interno del territorio della stessa repubblica? Mai vi rispondo che per primi lo vogliamo noi, poiche’ come pecore pascoliamo ma non osiamo bramare (protestare) e richiedere i nostri diritti che la costituzione ci da sulla carta. La colpa e’ nostra, non mia che ho almeno il coraggio di scrivere, che siamo ormai assuefatti e contenti del non star bene a casa notra. Ormai e’ diventata una normalita’ che io denuncio pubblicamente e dico che” chi non ha il coraggio di fare la storia e’ un vigliacco”. Rif. Sepulveda. La rinascita della calabria (locride) deve partire dai cittadini e non dai politici. Difatti una delle linee guida che l'associazione Bruno Richichi si e' data e' quella di non dare gli spazi che creiamo come passarella per i politici. La molla culturale deve scattare per volere dei semplici cittadini, residenti e non, e da chi anche non calabrese si vuole accostare a noi per dare una mano a questo lembo di terra martoriato dai media e dagli uomini. La politica deve stare fuori, poiche' non crediamo che chi ha affossato la calabria possa ora farla riemergerle ecco perche' non vogliamo il loro coinvolgimento diretto nelle nostre manifestazioni culturali. Siamo noi cittadini che ci dobbiamo muovere e non parteggiare per nessun schieramento politico presente e futuro, ma dobbiamo prendere coscienza che la nostra forza e' la nostra voce. Solo facendo cultura possiamo smuovere le coscienze e dare libero sfogo alle anime oppresse della nostra terra. Parlando di emigrazione, coinvolgendo gli emigrati e anche il mondo intero in questa discussione, potremmo trovare ascolto e magari aiuto. Niente assistenzialismo, ma solo presa di coscienza che solo il libero cittadino comune puo' dare un fattivo contributo verso l'inversione di tendenza che oggi soffoca la nostra amata terra. Solo essendo in tanti e proseguendo un unico obbiettivo, semplice e costituzionale, che e' il nostro diritto ad avere cio' che tutti gli altri hanno, dalla sanita', alla ferrovia, all'aereoporto, alle scuole e a tante altre cose. Fare emergere il sommerso, prendere coscienza che solo dicendo la verita' e non chiudendosi nel difendere a spada tratta i nostri errori, e si solo cosi' si puo' sperare in una rinascita per la nostra terra e per i nostri figli. Bisogna fare un mea culpa e non scaricare agli altri l'annoso problema dei disservizi, bisogna avere il coraggio di parlare e protestare civilmente quando si e' nella condizione di lamentarsi perche' qualcosa non funziona. Bisogna avere il coraggio di rivolgersi al tribunale dei diritti del malato, alle autorita' per denunciare i sopprusi, poiche' ogni soppruso e' una limitazione ai nostri diritti. Bisogna iniziare a dire che ci sono anche dei doveri da rispettare e rivendicari i diritti che ad oggi non abbiamo. Il diritto a vivere liberamente nella nostra terra, il diritto ad avere un lavoro, ad esprimerci liberamente come in una democrazia che esiste.
 
L'amico socio Pietro Commisso dice:
Mi sono sempre chiesto perchè, quando vengono lette le previsioni del tempo o le temperature si parte dal nord, perchè quando si danno i risultati elettorali si parte sempre dal nord, perchè la lettura dei titoli dei giornali inizia sempre dal nord, perchè, perchè, perche e mille perchè. Quando andavo a scuola mi ricordo si discuteva della famosa "questione meridionale" e mi sono sempre chiesto quando è nata "la questione meridionale"? Forse è nata prima la "questione meridionale" e dopo l'Italia. Mi sono sempre chiesto perchè negli anni settanta quando si costruiva una strada al sud era "un intervento ... straordinario nel Mezzogiorno", mentre al nord se ne costruivano 10 di strade con normalissimi interventi ordinari. Sarà mica colpa dei meridionali? Chissa?  
Mi viene in mente, sempre in questi casi, che quando per la prima volta il grande statista cinese Mao Tze Tung (o come diav.o si scrive) venne in Italia, verso il 1974, un giornalista, intervistandolo, gli chiese cosa ne pensasse del governo italiano, egli rispose così: "... ogni popolo ha il governo che si merita".


 


 

 
 

Ultimo aggiornamento Giovedì 18 Dicembre 2008 15:43