| Scuole |
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| Scritto da Administrator |
| Lunedì 13 Ottobre 2008 16:12 |
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Il percorso adolescenziale è caratterizzato da frequenti momenti critici. L’adolescente vive come un equilibrista sulla corda tesa fra devianza e normalità e un semplice sbandamento può farlo cascare dalla parte sbagliata. L’esperienza deviante, la tendenza a compiere gesti trasgressivi nei confronti dell’autorità e dell’ambiente, rappresentano una delle modalità con cui l’adolescente si confronta continuamente durante la crescita e non può assolutamente essere ignorata da un’agenzia di socializzazione importante come la scuola. “Insieme si può…”, getta le basi per un nuovo tipo di dialogo, sino ad allora mai sperimentato con moduli pratici e dialoghi diretti con i giovani studenti, evitando i soliti convegni e/o lezioni tenute in forma cattedratica. Gli esperimenti pratici effettuati all’interno delle aule hanno ricevuto risposte entusiasmanti, prese di coscienza tra i giovani fino ad allora mai manifestate. Dialoghi onnicomprensivi, semplici e diretti senza giri di parole hanno trovato ricettori attenti ed entusiasmati a discorsi, inerenti la legalità, la devianza ecc., fino ad allora mai trattati. Si sono sentiti per un periodo al centro dell’attenzione, oggetto di studio e di interesse da parte di operatori di polizia, scienziati del sociale psicologi ecc.![]() Il progetto non si è limitato ad un percorso in/formativo meramente teorico. Sono state soddisfatte la curiosità dei giovani facendo loro vedere in faccia i veri protagonisti di una “vita spericolata”. La figura del poliziotto, è stata presentata con modalità decisamente fuori dagli schemi e priva di qualsivoglia forma istituzionale che possa minimamente inibire il giovane il quale, spesso, evita di confrontarsi in maniera profondamente critica con il proprio interlocutore. Porsi sullo stesso piano dei ragazzi, parlare il loro linguaggio, vestirsi e comportarsi come loro, accorciare le distanze consentendo ai giovani di rivolgersi al loro amico poliziotto evitando l’uso del c.d. “voi” o “lei”, pronomi questi che innalzano una sorta di barriera virtuale tra i due interlocutori, permettono la nascita di un nuovo rapporto tra studenti e Forze dell’Ordine, decisamente più diretto e senza dubbio maggiormente produttivo dal punto di vista del vincolo fiduciario. Oltre all’Operatore della Sicurezza, è stata proposta ai ragazzi, anche la figura dell’ex detenuto e dell’ex tossicodipendente, i quali hanno, senza riserva alcuna, parlato della loro esperienza, coinvolgendo i loro ascoltatori in una sorta di emozioni e curiosità tali da generare numerose domande e sciogliendo altrettanto numerosi dubbi.Risposte molto esplicite e ricche di amara verità, quella verità che difficilmente si riesce a far comprendete ai nostri giovani. ![]() Naturalmente trattandosi di metodologie didattiche fuori dai protocolli ufficiali e trovando in queste particolare interessi i risultati in termini di attenzione ed apprendimento non potevano che essere eccellenti. Sia le classi medie inferiori che medie superiori hanno risposto in maniera entusiasmante e comunque certamente all’altezza delle aspettative che il progetto si prefiggeva. In un società come quella odierna in cui l’apparenza sostituisce l’essere, per anticonformismo si intende porre in discussione tutto ciò che conduce all’omologazione, alla passività, all’obbedienza, al relativismo proponendo alternative umanizzanti e formative. Non si vuole imporre idee o valori non condivisi, ma semplicemente sensibilizzare i giovani a prendere coscienza delle proprie potenzialità rendendosi protagonisti della loro vita. ![]() Se la scuola come agenzia socio-educativa ha quale compito primario quello di trasformare l’adolescente affinché possa acquisire un’individualità che lo riempie di affetto verso se stesso, di valore e di autostima, imparando ad uscire dal suo Io in cerca del Tu, l’Associazione “Insieme si può…” si pone a fianco con l’intento di formare il ragazzo e farlo diventare un cittadino libero, capace di prendere decisioni, di essere indipendente ed autonomo e con un’attitudine mentale positiva. In sintesi l’operato dell’associazione è indirizzato alla “formazione” di persone che sappiano scegliere in modo responsabile, in un clima di comunicazione e di dialogo. ![]() Dietro ogni decisione che prendiamo, dietro ogni atteggiamento, dietro ogni comportamento di un essere umano c’è la profonda convinzione che qualcosa sia importante o meno. Il “valore” è una ferma convinzione che qualcosa sia buona o cattiva e che ci conviene in maggiore o minore misura. Di conseguenza, il valore della legalità come rispetto per le proprie istituzioni e per il proprio paese. Non è altro che il rispetto del nostro prossimo e delle cose che ci circondano. Trasmettere ai giovani il senso di rispetto verso gli altri permette di comunicare loro che alcune azioni e/o atteggiamenti devono essere regolati oltre che dalla norma, anche dalla propria coscienza di cittadino. ![]() La forza, dunque, che smuove il mondo è quella condotta coerente con se stessi che ci permette di dare un senso nella nostra vita, di incaricarci “di noi stessi”; quella forza che aiuterà i ragazzi a comprendersi ed accettarsi per comprendere ed accettare l’altro. Molti gli argomenti trattati; Rispetto dell’ambiente come patrimonio dell’umanità intera e quindi imparare a sentirsi cittadini del mondo; Rispetto del Codice della Strada non per paura delle sanzione amministrativa, ma semplicemente, per rispetto del nostro prossimo, imparando che essere spericolati può provocare danni a noi stessi ed agli altri (e questi altri possono essere i nostri familiari) e iniziare a valutare e considerare la auto e le moto, come vere e proprie armi se usate con scelleratezza; La droga e l’alcool come evitarli, ascoltando anche le esperienze di chi purtroppo, è finito nel tunnel degli stupefacenti; I facili guadagni, non restare abbagliati dai falsi miti e dai facili guadagni evitando di considerare uomini d’onore che di onore ne ha poco in quanto sfrutta la povera gente e si fa strada con la violenza e la prepotenza; il poliziotto non un nemico ma un amico in più, esperienze dirette con il presidente Francesco Minici, il comico televisivo Claudio Batta, altri poliziotti ed altri personaggi televisivi: Il bullismo e la violenza negli stadi, imparare a rispettare le regole aiutando sempre i più deboli nonché riscoprire la gioia di sostenere e trascorrere parte del proprio tempo con i diversamente abili, cosa questa che genera molto onore diversamente da quell’onore mal rappresentato dai mafiosi; Rispetto per chi lavora e con mille difficoltà e tanta dignità porta avanti la propria famiglia; Diritti e doveri del cittadino e dei pubblici amministratori, imparare a partecipare attivamente alla crescita sociale e culturale della propria comunità interloquendo con la pubblica amministrazione; La sovranità del popolo e la Costituzione, imparare a conoscerla e capire quali sono state le esigenze che hanno consentito la sua nascita; L’Inno Nazionale; Il rispetto della diversità in genere; ecc. ecc. Per questi ed altri motivi che il presidente Francesco Minici e successivamente tutti coloro che hanno voluto sostenere questi principi, ha avvertito l’esigenza, come cittadino, come genitore ed anche come poliziotto, di incontrare i ragazzi della locride. Sino ad allora non esisteva dialogo tra le parti, tranne le sporadiche occasioni di incontri di massa ivi organizzati ma quanto mai privi di risultati positivi.Come già detto in altre occasioni, durante il tentativo di occupazione di un Liceo della locride, nell’anno 2000, dopo un dialogo tenuto con dei rappresentati di quell’Istituto, proprio quest’ultimi chiedevano a Francesco Minici (divenuto poi per tutti “Ciccio”): ” Perché mai nessuno di voi ci ha mai parlato così?”. La domanda trovava profonda rifless ione tanto da far maturare il convincimento che la nascita di un nuovo dialogo era quanto mai necessaria. Un nuovo dialogo diretto, amichevole e sincero, da veri amici doveva essere ricercato se si voleva combattere la criminalità e l’avversione verso le regole e le Forze dell’Ordine, anche dal punto di vista culturale. Prevenire istituzionalmente ma anche umanamente. I poliziotti impegnati in una sorta di battaglia culturale, anche al di fuori del loro momento istituzionale. ![]() |
| Ultimo aggiornamento Domenica 02 Novembre 2008 12:40 |














“Insieme si può…”, getta le basi per un nuovo tipo di dialogo, sino ad allora mai sperimentato con moduli pratici e dialoghi diretti con i giovani studenti, evitando i soliti convegni e/o lezioni tenute in forma cattedratica. Gli esperimenti pratici effettuati all’interno delle aule hanno ricevuto risposte entusiasmanti, prese di coscienza tra i giovani fino ad allora mai manifestate. Dialoghi onnicomprensivi, semplici e diretti senza giri di parole hanno trovato ricettori attenti ed entusiasmati a discorsi, inerenti la legalità, la devianza ecc., fino ad allora mai trattati. Si sono sentiti per un periodo al centro dell’attenzione, oggetto di studio e di interesse da parte di operatori di polizia, scienziati del sociale psicologi ecc.
Oltre all’Operatore della Sicurezza, è stata proposta ai ragazzi, anche la figura dell’ex detenuto e dell’ex tossicodipendente, i quali hanno, senza riserva alcuna, parlato della loro esperienza, coinvolgendo i loro ascoltatori in una sorta di emozioni e curiosità tali da generare numerose domande e sciogliendo altrettanto numerosi dubbi.



si fa strada con la violenza e la prepotenza; il poliziotto non un nemico ma un amico in più, esperienze dirette con il presidente Francesco Minici, il comico televisivo Claudio Batta, altri poliziotti ed altri personaggi televisivi: Il bullismo e la violenza negli stadi, imparare a rispettare le regole aiutando sempre i più deboli nonché riscoprire la gioia di sostenere e trascorrere parte del proprio tempo con i diversamente abili, cosa questa che genera molto onore diversamente da quell’onore mal rappresentato dai mafiosi; Rispetto per chi lavora e con mille difficoltà e tanta dignità porta avanti la propria famiglia; Diritti e doveri del cittadino e dei pubblici amministratori, imparare a partecipare attivamente alla crescita sociale e culturale della propria comunità interloquendo con la pubblica amministrazione; La sovranità del popolo e la Costituzione, imparare a conoscerla e capire quali sono state le esigenze che hanno consentito la sua nascita; L’Inno Nazionale; Il rispetto della diversità in genere; ecc. ecc.
Per questi ed altri motivi che il presidente Francesco Minici e successivamente tutti coloro che hanno voluto sostenere questi principi, ha avvertito l’esigenza, come cittadino, come genitore ed anche come poliziotto, di incontrare i ragazzi della locride. Sino ad allora non esisteva dialogo tra le parti, tranne le sporadiche occasioni di incontri di massa ivi organizzati ma quanto mai privi di risultati positivi.
ione tanto da far maturare il convincimento che la nascita di un nuovo dialogo era quanto mai necessaria. Un nuovo dialogo diretto, amichevole e sincero, da veri amici doveva essere ricercato se si voleva combattere la criminalità e l’avversione verso le regole e le Forze dell’Ordine, anche dal punto di vista culturale. Prevenire istituzionalmente ma anche umanamente. I poliziotti impegnati in una sorta di battaglia culturale, anche al di fuori del loro momento istituzionale. 
