Oltre all’età ed al livello di maturità, gli esperti che si sono succeduti nei vari moduli, hanno potuto verificare che, come criteri di approccio, occorre considerare i tempi in cui viviamo, noi ed i giovani, le abitudini ambientali ed il loro habitat familiare.
L’idea di fondo attraverso cui si è snodata l’idea progettuale è stata quella dell’anticonformismo.
Si è cercato di far capire attraverso metodologie – non tipicamente didattiche – quali il gioco, in particolare il brain-storming (letteralmente tempesta di pensieri) che, una società odierna, dai più denominata “patologica” pone al giovane “falsi miti” (lusso estremo, bellezza eterna, muscoli etc.), ma non i mezzi per realizzare le proprie fantasie, facendo entrare in questo vortice le famiglie, spesso incapaci di soddisfare o realizzare i desideri dei propri figli.
L’apparenza, non porta il giovane a crearsi una propria dimensione, una propria entità e dignità, ma lo coinvolge e lo smarrisce ponendogli dubbi non facili da abbattere. Da qui varie forme di ostacoli quali: comportamenti aggressivi che lo portano a deviare, a rischiare la propria vita per un progetto altrui sulla base di una assurda logica del “tutto e subito”.